
ORATORIO DIGITALE DIOCESANO
Testimoni virtuali come Carlo Acutis
Ogni sabato mattina incontri per giovani e adulti nelle parrocchie aderenti -> Iscriviti per partecipare
COSA FAREMO INSIEME?
- Formazione digitale
- Costruiamo una vera app diocesana
- Mappiamo bisogni e idee delle parrocchie
- Progettiamo contenuti e funzionalità
- Sviluppiamo
Lavoriamo in squadra:
- Accogliamo le differenze
- Collaboriamo con chi ha più bisogno
- Condividiamo conoscenze e passioni
Evangelizzazione digitale:
- Riscopriamo la spiritualità online
- Valorizziamo la vita delle nostre parrocchie
- Comunichiamo il Vangelo nel linguaggio dei giovani
Chi può partecipare?
- Giovani dai 14 anni in su
- Volontari, educatori e catechisti di tutte le età
Sintesi del progetto:
Il progetto “Oratori digitali – Testimoni virtuali come Carlo Acutis”, promosso dalla Diocesi di Trapani attraverso l’Ufficio di Pastorale Giovanile, nasce dal desiderio di unire evangelizzazione, inclusione sociale e innovazione digitale, offrendo ai giovani del territorio un’esperienza educativa e comunitaria unica.
In un contesto in cui molti ragazzi e ragazze vivono situazioni di isolamento, disoccupazione, povertà educativa o difficoltà di integrazione, il progetto intende trasformare gli oratori e gli spazi parrocchiali in laboratori di vita e di futuro, dove la tecnologia diventa strumento di crescita, non di esclusione.
L’iniziativa propone la creazione di un Oratorio Didattico Digitale: un percorso formativo e partecipativo rivolto a giovani dai 12 anni in su (senza limite massimo), che porterà alla realizzazione di un prototipo funzionante di una app diocesana. Questa app raccoglierà informazioni su parrocchie, eventi, orari delle messe, attività pastorali, notizie e percorsi spirituali, rendendo la vita ecclesiale più accessibile e vicina a tutti, anche a chi vive lontano o si sente ai margini.
Il progetto, gratuito e aperto a tutti, dà priorità a chi vive situazioni di svantaggio: famiglie a basso reddito, giovani con disabilità, figli di migranti, ragazzi a rischio dispersione scolastica o che non frequentano percorsi parrocchiali tradizionali. Nessuno sarà escluso: verranno messi a disposizione strumenti digitali in comodato d’uso e un accompagnamento personalizzato, affinché ogni partecipante possa sentirsi parte di una vera comunità educativa.
Le attività si articolano in cinque fasi:
- Organizzazione e iscrizioni, con la collaborazione delle parrocchie, delle scuole e dei servizi sociali.
- Formazione digitale e di gruppo, dove i giovani impareranno le basi del coding, del design, della comunicazione inclusiva e dell’uso consapevole della rete.
- Co-progettazione partecipata, in cui ragazzi, educatori e sacerdoti definiranno insieme le funzioni e l’aspetto dell’app.
- Sviluppo e test del prototipo, con il supporto di un tecnico informatico e la sperimentazione diretta da parte dei partecipanti.
- Presentazione pubblica e nascita della redazione digitale giovanile, che continuerà a gestire e aggiornare la piattaforma nel tempo.
Ma il cuore del progetto va oltre la tecnologia: è la costruzione di relazioni vere. I laboratori saranno anche spazi di ascolto, collaborazione e preghiera; luoghi in cui giovani e adulti, italiani e stranieri, credenti e non, potranno incontrarsi e scoprire la bellezza di fare qualcosa di buono insieme.
Il progetto vuole ispirarsi alla figura di Carlo Acutis, giovane testimone di fede e competenza digitale, per mostrare che la tecnologia può essere un mezzo per annunciare il Vangelo e costruire ponti tra le persone.
A fine percorso, i partecipanti avranno acquisito competenze digitali, creative e relazionali utili anche per il loro futuro formativo e lavorativo. La comunità diocesana, invece, erediterà una app funzionante e sostenibile, costruita con strumenti open source e gestita in autonomia da giovani formati.
“Oratori digitali” è dunque molto più di un progetto tecnico: è un segno di speranza, un’occasione per dare voce e spazio ai giovani, perché possano diventare protagonisti di una Chiesa viva, inclusiva e innovativa, che sa parlare il linguaggio del presente senza perdere la profondità del Vangelo